Additivi alimentari: la guida EFSA aggiornata aiuta a leggere le etichette
Un aggiornamento utile per chi fa la spesa
La pagina informativa dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) dedicata agli additivi alimentari riporta un aggiornamento al 3 novembre 2026. È un’occasione per chiarire un tema che compare spesso sulle etichette dei prodotti confezionati: che cosa indicano le sigle con la lettera E?
Che cosa sono gli additivi
Gli additivi possono essere impiegati per conservare un alimento o modificarne caratteristiche come consistenza, aspetto e stabilità. Possono avere origine naturale, animale, minerale oppure essere prodotti tramite sintesi. La sola presenza di una sigla E non permette di concludere che un ingrediente sia dannoso.
Come funziona la valutazione europea
Nell’Unione europea l’impiego degli additivi è disciplinato da regole specifiche e la loro sicurezza viene valutata prima dell’autorizzazione. L’identificativo E aiuta a riconoscere la sostanza, ma per interpretarne l’uso bisogna considerare il tipo di alimento e le condizioni autorizzate.
Tre esempi familiari
Tra le sostanze citate da EFSA ci sono la vitamina C (E 300), la pectina (E 440) e alcune forme di lecitina (E 322). La presenza di additivi non coincide automaticamente con una scarsa qualità nutrizionale; per una scelta consapevole è utile leggere l’intera lista degli ingredienti e le informazioni nutrizionali.
Come leggere meglio un’etichetta
Controlla la denominazione dell’alimento, la lista degli ingredienti, gli allergeni evidenziati e le condizioni di conservazione. Quando trovi un additivo sconosciuto, verifica la sua funzione su fonti istituzionali invece di basarti su elenchi allarmistici condivisi sui social.
Un’informazione, non un allarme
L’aggiornamento della pagina EFSA è una risorsa informativa: non equivale all’annuncio di un nuovo divieto o di una nuova emergenza. Il punto centrale è favorire scelte basate su dati verificabili.

